La S-valutazione del proprio essere

La filosofia non mi ha mai appassionata, tutti quei pensieri che ho studiato negli anni di liceo sono qui dentro i cassetti del mio cervello che ogni tanto escono per poi ritornare nella triste monotonia, perchè mai penso ne farò uso. Mai penso uscirò ogni singolo per pensiero per farne tesoro, ma ho raccolto un unico pensiero dell’essere che confuso si accinge a formarsi dentro di me.

Ogni tanto penso che la mia anima sia lacerata in due, forse l’ho è anche ora, fra due stati dell’essere contrari fra loro, la razionalità e l’emotività. In conflitto dentro di me, mi distruggono.

Penso che la razionalità sia fondamentale nella sopravvivenza quotidiana. In un mondo sempre più triste e avido, ma dove finiremo se anche l’ultimo etto di emotività, di sensibilità verrà spazzato via?

In questi momenti desidererei tanto essere considerata un’artista, quando le due parti del cervello entrano in simbiosi e pura armonia, per creare ciò che barbaramente chiamiamo perfezione.

Quando e come questa armonia si crea non lo so, anche se quasi ogni giorno downloadmi trovo a schierarmi per una delle due, sperando che nessuno vinca.

 

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Prudenza, quanta dose ne abbiamo a disposizione?

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simbolo della prudenza, una donna con uno specchio e un serpente

Quante volte ci siamo sentiti dire che bisogna essere prudenti prima di prendere delle scelte? E che quando si è fuori, in macchina, quando si fa un viaggio bisogna essere prudenti? Bisogna sempre avere una dose di prudenza nel proprio bagaglio. Ma che cos’è la prudenza? Quella parola che ogni volta che qualcuno la pronuncia e ce ne fa dono ci ritroviamo a trasportare con noi un peso enorme. Ci ritroviamo a portare con noi un peso più grande di tutte le  cose di cui ci facciamo sempre carico.

 

“Per i mali che ci vengono dal Cielo, il rimedio è la pazienza; per quelli che ci vengono dalla terra, è la prudenza.”

(Baltasar Gracián y Morales)

Quando per la prima volta mi sono imbattuta in questa frase non ne ho colto bene il senso, non ho dato molta importanza a queste parole che mi sembrarono subito vuote e senza senso. Dopo aver letto la frase per un paio di volte ho pian piano colto quel significato che ha iniziato a instaurarsi dentro di me, e tutt’ora ogni volta che mi trovo davanti a delle scelte o degli ostacoli ci ripenso, mi ripeto in testa questa frase e provo ad affrontare gli ostacoli che intralciano il mio percorso. La pazienza serve per superare i mali dal cielo, i quali non li possiamo rimandare in dietro e/o non possiamo infierire contro qualcuno. Alcuni provano ad infierire contro Dio diventando “blasfemi”, altri con le divinità più varie rivoltandosi contro la loro religione. Chi non crede in niente cosa potrà mai fare? Con chi deve avere pazienza?

Ma i mali che forse non sopportiamo di più, i quali ci pesano di più e abbiamo sempre con noi sono quelli che vengono dalla terra. Quelli ai quali non siamo e non saremo mai preparati.

Vi faccio un esempio, alla morte siamo “preparati”, lo metto fra virgolette perché mai lo vorremmo essere, ma sappiamo che esiste e che prima o poi con essa dobbiamo fare i conti. Ma ad un tradimento, (il quale è considerato un male terreno) non siamo preparati, non vorremmo mai che capitasse a noi, oppure pensiamo sempre che queste cose succedono sempre e solo agli altri.

Ecco perché per poter vivere e superare i “mali terreni” bisogna sempre avere prudenza per in nostro Baltasar Gracián y Morales. La prudenza quindi è il rimedio che bisogna avere sempre con se, è un antidoto infallibile. Bisogna avere prudenza nel dire, nel fare e nel volere. Nell’esprimere i propri desideri e sentimenti, non solo quelli amorosi, ma ogni tipo di sentimento, anche se si tratta di esprimere odio nei confronti di qualcuno. Nonostante io pensi che l’odio sia un sentimento da dover bandire, devo ammettere che è sempre presente fra i mali terreni e che sia uno dei più terribili. Forse in una scala gerarchica è quello che sovrasta tutti i mali.

 

Questa è la definizione di prudenza che si trova su internet:

“Atteggiamento contrassegnato da saggezza e previdenza, atto a fornire una garanzia contro l’eventualità di pericoli e di danni”

Quindi affinché si possa essere prudenti, bisogna essere saggi e bisogna essere previdenti, pensate che esistano persone così? Ogni tanto si può essere saggi e previdenti, ma nessuno lo sarà mai appieno o in ogni occasione. Nonostante ciò penso che contino più le volte in cui lo siamo, che no. Non bisogna mai abbattersi se per un attimo veniamo meno a questo compito, l’importante è che subito ne riprendiamo coscienza e ritorniamo ad essere saggi ed a saper distinguere fra ciò che è bene e ciò che è male.

Per la religione cristiana, infatti, la prudenza è una delle quattro virtù cardinali e consiste nella presa di coscienza e nella giusta distinzione fra ciò che è bene e ciò che è male.

Molte volte che mi sono ritrovata in situazioni non abituali e molte non ho fruttato la mia dose di prudenza, ma ho incontrato persone che non sapevano cosa fosse e molte penso ne incontrerò durante il mio percorso.

Questa consapevolezza però non mi farà ritornare indietro, o ripercorrere le mie scelte di seguire un cammino che mi porti a saper padroneggiare le dosi di prudenza, saggezza ed altro. Perché penso sia questa la giusta ricetta per poter amare e affrontare la vita. Saper trovare la ricetta giusta!

 

P.S. Che significato hanno lo specchio e il serpente?

Il serpente simboleggia la sapienza che opera contro le avversità. Il serpente rappresenta anche il tempo che scorre ciclicamente, per indicare il passato, il presente e il futuro. Lo specchio, nel quale si riflette l’immagine della donna, simboleggia la conoscenza di se stessi in quanto condizione fondamentale per la persecuzione e la realizzazione del bene.

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Eccoci alla fine del primo articolo della rubrica “Tutta questione di C.. Cranium, Cerebrum, Cor”. Spero sia stato di vostro gradimento, fatemelo sapere con un commento o contattandomi qui Contatti

Baci e alla prossima!

Numero perfetto? esiste? coincidenza? – vi presento la nuova rubrica del blog

Hello everybody!
Oggi voglio presentarvi una nuova rubrica che ho inserito nel blog.

Tutta questione di C … Cranium, Cerebrum, Cor.

La lettera “C” accomuna queste tre parole che ho scelto e che penso siano importanti per ognuno di noi, il Cranio, il Cervello e il Cuore. Fanno parte del nostro io e della nostra esistenza, senza i quali non esisteremmo.
Il fatto che la lettera “C” sia la terza dell’alfabeto pensate sia una coincidenza? Il tre è il numero perfetto, le parole che ho scelto sono tre, e la parola che preferisco è formata da tre lettere dell’alfabeto, sto parlando di “COR”, cuore.

Ho scelto di aprire questa nuova sezione del blog perchè qui voglio comunicarvi, esprimere i miei pensieri riguardo dei temi un pò particolari che mi stanno a cuore, che scopriremo man mano nei post e con il tempo.

I primi temi che vorrei sviluppare in questa rubrica riguardano le quattro virtù cardinali:

  • Prudenza
  • Giustizia
  • Fortezza
  • Temperanza

Le quattro virtù cardinali sono chiamate anche le virtù umane principali, le quali costituiscono i pilastri di una vita dedicata al bene.

I messaggi che voglio infatti trasmettere attraverso questa serie di post, sono molteplici. Vorrei intanto essere in grado di intrattenervi con una piacevole lettura, che possa rilassarvi dopo una giornata faticosa e possa farvi riflettere su ciò che ogni giorno facciamo, sulle scelte che compiamo, a ciò che desideriamo, che conquistiamo, o a ciò che rinunciamo per il bene di qualcuno o per il nostro.

Non voglio essere certo una predicatrice o un buon samaritano, ognuno di noi fa errori e scelte sbagliate, anche io ne ho fatte e molte altre ne farò nel corso della mia vita, ma voglio solo farvi conoscere il mio punto di vista.

Ogni giorno stando a contatto con tante persone, di diverso pensiero, religione, cultura, mi capita di entrare a contatto con  realtà in contrasto fra loro e comportamenti che certe volte mi feriscono. Forse perchè troppo sensibile, forse perchè sono gesti svogliati e fatti senza pensarci oppure perchè la società in cui viviamo ci impone di vivere in un determinato modo, ci obbliga ad essere egoisti e menefreghisti con chi ci sta accanto, oppure perchè ormai non si pensa più agli altri ma solo a ciò che ci serve per poter vivere e poter essere migliori e “superiori”.

Voi che pensate? il mondo ci sta cambiando  o siamo noi che stiamo cambiando lui? Si può scegliere o è la società in cui viviamo che sceglie per noi?

Con queste domande vi lascio, baci e al prossimo post.

P.S. Fatemi sapere che pensate e se avete consigli per poter sviluppare questa rubrica, se volete trattare dei temi in particolare.
Se volete comunicarmi qualche vostro pensiero, se volete farmelo conoscere e/o se volete che sia inglobato in un post futuro mandatemi un’email, cliccando qui Contatti .