5 regole per il … back to University!

Come sopravvivere dopo il primo giorno … e per il resto dell’anno!?!

Hello everybody! Oggi nuovo post personale. Oggi 9 ottobre 2017 ho ripreso le lezioni all’università, dopo circa 2 mesi di vacanze. Com’è stato il primo giorno? Orribile e pesantissimo! Si, non sto qui ad illudervi, mi sentivo schiacciata come non mai da responsabilità e soprattutto dall’ansia di riiniziare a studiare.

Sta mattina, e da circa una settimana, ero euforica e non vedevo l’ora di ricominciare, ma oggi, alle 8 del mattino ero tutt’altro che euforica. Ero l’ansia in persona.

Ecco perchè voglio elencarvi (e commentarvi) le mie cinque regole per sopravvivere il primo giorno e sempre, le quali  hanno fatto in modo che io non scappassi un’ora dopo l’inizio delle lezioni.

Iniziamo a raccontare questa storia dal principio… 

Erano le 7.00 del mattino quando mi sono svegliata e alzata , non per colpa della sveglia ma per un raggio di sole sparato in faccia che mi ha fatto sobbalzare perchè pensavo fossero già le 10 ed ero già in ritardo. INIZIAMO BENE DICO IO! 

Con la mia dose di agitazione mattutina, dopo aver visto che erano soltanto le 7, mi alzo, mi lavo, faccio colazione e mi incammino verso l’università e nel frattempo mi ripeto questo 5 regole, per me diventate fondamentali.

  1. svegliati come si deve con un bel caffè!
  2. respira profondamente.. così! inspira ed espira. (se gli effetti non si vedono subito ripeti l’operazione, molte volte… no più volte!)
  3. metti cento matite e penne nella borsa (non sono mai troppe, alla fine della giornata se te n’è rimasta una è tanto)
  4. metti un piede avanti l’altro e continua a camminare verso la meta ( la porta dell’aula che hai capito! per la laurea si corre non si cammina. anzi, sarai già a terra in fin di vita quando sarà il momento della laurea)
  5. sorridi e dimostra al mondo che non hai paura e che in fin dei conti te la caverai sempre. (Che significa?  sii ottimista, sempre, always! questo significa! niente è impossibile, solo se non ci si prova lo diventa.)

Queste sono le mie 5 regole fondamentali, che dirvi? Sono arrivata fine giornata serena (diciamo) e felice di svegliarmi domani e tornare fra i banchi dell’università a  godermi questa spensierata giovinezza. Regole  ce ne sono anche altro mille, ma per me queste per ora sono sufficienti. Voi che dite? ne avete altre? fatemele sapere con un commento o contattandomi qui!

Spero questo post personale, che ho inglobato in una nuova  categoria (real life) vi piaccia! se si ci rivedremo con altri post simili!

Alla prossima, baci!

 

P.S. dimenticavooo! e non dimenticatevi di studiare.. passo passo con le materie! giorno dopo giorno.

 

P.P.S. ma chi vogliamo prendere in girooo? tanto lo so che finiremo a studiare massimo due settimane prima dell’esame ahahaha

P.P.P.S. Buon inizio a tutti e buon proseguimento con lo studio, lavoro e tutto!

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Crostata alla nutella – Ricetta

Hello everybody!

Oggi sul blog voglio farvi vedere una crostata che ho fatto ieri e che già è finita! 😉 per deliziare il palato delle mie nipotine ma anche quello dei grandi.

Ho deciso di non utilizzare la marmellata come nelle normali crostate o come specifica la ricetta originale della “crostata della nonna”, ma di utilizzare la nutella per mettere d’accordo i gusti di tutti, dei grandi e dei piccini.

Vediamo insieme la ricetta che ho provato io e poi vi dirò i vari procedimenti e degli accorgimenti per rendere la ricetta migliore.

Ingredienti:

(per uno stampo da 22 cm di diametro)

300g di farina di tipo 00

150g di burro dal frigorifero

150g di zucchero

1 uovo

1 pizzico di sale

1 pizzico di lievito di birra

500g di nutella (per farcire)

Procedimento:
In primis bisogna preparare la pasta frolla, che è l’ingrediente base per la riuscita della crostata! 😉 ho mescolato insieme prima lo zucchero con il burro, dopo aver amalgamato i due ingredienti ho unito l’uovo, la farina e prima di mescolare il tutto ho aggiunto il pizzico di sale e il pizzico di lievito. Dopo avere ottenuto un composto omogeneo l’ho lasciato riposare in frigo per circa 30 minuti avvolgendolo per bene in un panno pulito e asciutto.

ALCUNI ACCORGIMENTI —> Dopo aver rimosso dal frigo la pasta, dopo essere passati 30 minuti circa, mi sono accorta lavorando la pasta era troppo burrosa, il mio consiglio quindi è di mettere meno burro o se vi viene lo stesso troppo burrosa e non riuscite bene a lavorare la base della nostra crostata non vi scoraggiate, il mio consiglio è di cospargere il tavolo da lavoro di farina 00 in modo che la pasta ne assorba un altro pò (quella che basta a mio avviso) ed in più non vi si appiccica la pasta al tavolo e non si rovina.

Dopo che la pasta è pronta fate una grande palla e spianatela con il mattarello e posizionate la base della crostata sulla teglia, imburrata precedentemente ( per far si che la pasta non si attacchi alla teglia! ) dopo di che togliete la pasta in eccesso perchè ci servirà per ricreare una copertura superiore per la nostra crostata.

Io ho fatto sì che superiormente la crostata venisse ricoperta di coniglietti, ma voi potete scegliere qualsiasi tipo di formina, o potete optare per una presentazione classica e ricreare delle semplici strisce di pasta da andare a disporre a rete sulla crema.

Dopo aver ricreato la base possiamo spalmare con un cucchiaio la nutella in modo da ricoprire tutta la superficie per circa 1cm , in modo che la nutella dopo la cottura si mantenga morbida e non diventi dura. Infine posizioniamo le forme che abbiamo ricreato con la pasta rimanete sopra la nutella livellata.

La crostata va cotta, per ottenere un’ottima e gustosta crostata, con il forno preriscaldato a 180° per circa 10 minuti con della carta di alluminio di sopra a mo di  coperchio e poi altri 20/25 minuti senza carta d’alluminio.

Et voilà.. ecco a voi una crostata morbida e golosa da gustare con un succo di frutta per fare colazione o merenda. (o un’altra bevanda ovviamente)

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Vi piace la mia ricetta? avete mai fatto una crostata? se si mandatemi le vostre foto e commentate il post .. baci e alla prossima!

I miei link utili dove potete contattarmi e inviami le foto delle vostre torte
cliccate qui —-> facebook   o instagram 

 

 

Avere una stella … Etoilez-moi realizza questo sogno!

Hello Everybody! oggi sul blog vi parlo di una collaborazione speciale che ho intrapreso prima di agosto.. Quella di poter battezzare una stella!
Tutto ciò è stato reso possibile grazie al sito http://etoilez-moi.com/it/ .

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Quante volte abbiamo desiderato, alzando gli occhi al cielo poter toccare una stella? Poterla afferrare ed essere abbagliati da essa? Ancora non è possibile toccarle e farle scendere giù sulla terra ma possiamo renderle speciali legandole a noi.. come? Dandole un nome ..  Così ogni volta che guardiamo il cielo possiamo ammirare la stella che porta un nome speciale.
Tutto il materiale che certifica il battesimo della stella arriva in pochissimi giorni, basta scegliere il nome della stella, la costellazione, il giorno del battesimo ed il gioco è fatto.
Scopriamo meglio però come funziona il tutto..

 

 

 

 

Chi è che gestisce il sito e i battesimi delle stelle? 

International Celestial Repertory, un’agenzia che offre il battesimo della  stella, bisogna però stare attenti perchè ciò non significa che siamo i possessori della stella ma solo che le abbiamo attribuito un nome.
Da oltre 30 anni infatti International Celestial Reportory permette che le stelle ricevano il nome di una persona specifica.

Cosa arriva nel pacchetto che si acquista?  20170816_183621.jpg

  • il certificato di battesimo della stella registrato all’ICR
  • mappa del cielo per poter individuare la stella
  • brochure esplicativa che descrive il battesimo della stella, come trovare la stella e che cos’è una costellazione.
  • informazioni sulla costellazione che avete scelto

Cos’è ICR?

Il registro internazionale dei battesimi delle stelle, nel quale è indicato anche il nome della stelle che andiamo a battezzare noi.

Dove posso acquistare il battesimo della stella?

Sul sito etoilez-moi , si possono scegliere tanti pacchetti diversi per ogni occasione ed esigenza.

Ora Parliamo un pò della mia stella …     

La stella che ho voluto battezzare io appartiene alla costellazione dell’Acquario e le ho dato il nome di  Venus Nala.20170816_183701
Perché ho scelto questa costellazione? perché questo nome?
Ho scelto l’Acquario perchè è il mio segno zodiacale, per il nome ho lavorato un pò di più, esso è il risultato della combinazione di ben 4 nomi, uno dei quali è il mio. Gli altri 3 nomi appartengono alle 3 donne più importanti della mia vita.

Ecco i link utili di oggi!

pagina facebook di etoilez-moi : https://www.facebook.com/etoilezmoibaptemedetoile
sito di etoilez-moi : http://etoilez-moi.com/it
Se vuoi contattarmi premi qui

Vi invito a seguirmi invece sui miei social come facebook e instagram!

Tadao Ando – Museo del legno Mikata-gun Giappone

pianta piano secondo museo del legno
pianta secondo piano

 

piano 1 museo del legno
pianta primo piano

Progetto: Museo del legno
Località:
 Foresta di Mikata-gun, Prefettura di Hyogo, Giappone
Progettista: Tadao Ando Architect and Associates
Datazione di progetto: 1991-93.
Datazione di realizzazione: 1993-94
Superficie del sito: 168.310 mq.
Superficie occupata dall’edificio: 1950 mq.
Superficie costruita totale: 2700 mq.
Spazi espositivi: 1200 mq.
Materiali di costruzione: cemento armato, legno di cedro Hyogo

 

Il museo preso in analisi è il Museum of Wood by Tadao Ando, progettato nel 1993 dall’architetto giapponese Tadao Ando dopo che la prefettura di Hyogo aveva commissionato il medesimo per celebrare la festa nazionale dell’albero. Il museo quindi è un esplicito omaggio all’opera di ricostruzione delle risorse arboree di cui il Giappone va orgoglioso.  Essendo commissionato per onorare il legno, l’edificio viene costruito interadial14_work1_1_popupmente in legno eccetto una passerella, in cemento, che collega la struttura principale ad un piccolo padiglione cubico e ad una piattaforma di osservazione.

Il museo di trova al centro della foresta del Mikata-gun, isolato a tre ora di macchina da Osaka.

Tadao Ando si ispira ad una sua opera precedente, il padiglione di Siviglia, utilizza infatti gli stessi materiali e gli stessi sistemi costruttivi. L’edificio ha la forma di tronco di cono di 46 m di diametro contenente al centro uno spazio cavo di 22 metri di diametro. Infondo a questo spazio cavo si trova una vasca d’acqua sopra la quale vi è la passerella. Attraverso questo piccolo laghetto simbolicamente il cielo e l’acqua s’incontrano. Infatti attraversando la passerella per raggiungere le altre zone del museo, volgendo lo sguardo verso l’alto si vede il tronco di cono che dà spazio al cielo e volgendo lo sguardo verso il basso di vedono i giochi d’acqua delle fontane.

Il padiglione ligneo è rivestito con travi e tavole realizzate in legno di cedro locale. Collocata fra la parete più esterna e quella più interna una rampa a spirale percorre un’impressionante spazio espositivo ad anello dominato da imponenti colonne (pilastri) lamellari alte 16 m, che ricordano i tronchi di una foresta di conifere. La copertura ospita una serie di lucernari radiali attraverso i quali lo spazio sottostante viene illuminato da una luce calda e soffusa.

Collocata all’interno del padiglione circolare, la mostra permanente del museo, che si potrebbe considerare concettualmente un’estensione del paesaggio che la circonda, è composta da due sezioni.

Una sezione, intitolata Vita degli alberi e delle foreste, presenta quattro tipologie di foresta (foresta temperata di conifere, foresta temperata di latifoglie, foresta nebulosa, foresta pluviale tropicale) e modelli di architetture lignee tipiche di questi ambienti.

La seconda sezione, La Cultura è nata dall’albero e dalla foresta, è dedicata ad utensili ed oggetti realizzati in legno e comprende attrezzi per la tessitura, strumenti musicali, ornamenti e contenitori provenienti dai quattro ambienti già citati in precedenza e da diversi paesi: Russia, Finlandia, Svizzera, Germania, Repubblica Ceca, Birmania, Thailandia ed Indonesia.

Il complesso ospita un piccolo spazio espositivo temporaneo (nel padiglione in cls), sale didattiche e laboratori dedicati ad alberi, boschi e all’ arte della falegnameria nella struttura principale.

 L’esperienza e le sensazioni che emana il museo del legno

Lungo un percorso che si snoda, nel museo, tra esposizioni dedicate alla cultura del legno e della foresta e, all’esterno, tra gli elementi naturali del luogo e nella visione del paesaggio circostante, il visitatore vive un’esperienza profonda, altamente didattica ma anche emotivamente partecipata perché si svolge non fuori ma dentro la realtà dei temi trattati.

In questo senso l’impressione che dà l’edificio è forse più quella di un tempio, di un luogo di meditazione e di contemplazione, dove la costruzione “poetica” di spazi e relazioni fra edifici e paesaggio, tra artificio e natura, secondo un tipico congegno compositivo dei progetti di Ando, acquisisce quel valore senza tempo che è proprio dei luoghi sacrali o delle “rovine” poste in paesaggi naturali.

Sebbene non faccia specifico riferimento a nessun tempio in particolare, questa struttura dà a dir poco l’impressione di essere in comunione con la natura; spiritualità che Ando vede principalmente non nello storicismo superficiale dell’architettura postmoderna, ma guardando le strutture di Louis Kahn, costruite su schemi geometrici rigidi, edificate con materiali locali e studiate minuziosamente nella questione di chiaroscuri e nei passaggi di luce e ombra che si rapportano e rispettano le condizioni del luogo.

 

ANALIZZIAMO ORA IN SINTESI L’ARCHITETTURA DI TADAO ANDO E LA SUA EVOLUZIONE

Tadao Ando ha creato negli ultimi 20 anni circa 150 opere di architettura, queste opere sono classificabili in tre categorie.

La sua architettura si colloca in un ambito in cui la creazione ha due obbiettivi: l’ideale e l’ambizione. L’ideale dell’architettura è dare forma al mondo e l’ambizione è risvegliare la sensibilità dell’uomo.

Obiettivo primario: l’architettura deve ordinare il puro spazio, ciò significare utilizzare forme semplici che sappiano trarre dallo spazio stesso le relazioni invisibili che andranno a formare un ordine chiaro. Per fare ciò l’architettura ha bisogno della geometria. (la quale è considerata la scienza che produce ordine intellettuale, ma allo stesso tempo esprime con rigidità la forma ideale). Avvalersi solo della geometria non è possibile, infatti la geometria si basa esclusivamente sulla logica rifiutando il sentimento. Diversamente dalla geometria l’architettura non può nascere nello spazio astratto, ma deve tener conto della forza di gravità e di altri fattori. Oltretutto l’architettura è per definizione un modello in movimento. Ovviamente un edificio non si muove; la sua figura risulta in movimento quando la gente si sposta al suo interno. Mentre l’uomo percorre l’architettura cambia il suo punto di vista, così si forma nella sua mente l’immagine completa di quella architettura.

L’architettura è la geometria messa in movimento dalla gente, è un modello dinamico del mondo.

Il secondo obiettivo è risvegliare la sensibilità dell’uomo. Infatti se la geometria crea una coerenza logica, come può quest’ultima condurci verso il sentimento? Quando la coerenza logica regola la forma ed estende questa regola allo spazio, lo spazio verrà soffocato sotto la tirannia della razionalità. In parole povere l’architettura non può suscitare niente in noi se è composta sola da razionalità.

Perché la geometria risvegli le nostre emozioni, necessita di quel tipo di dinamismo che può distruggere la coerenza logica. Per coinvolgere la nostra sensibilità, razionalità o ordine geometrico devono subire le lacerazioni della diversità o del conflitto.  In architettura il dramma nasce con il conflitto tra forme, o tra forma e spazio, perchè solo la comparsa del conflitto può scatenare la nostra emotività. È precisamente il disaccordo tra spazio geometrico e spazio da noi concepito che può essere fonte di potere emozionale. La spinta verso l’emotività non è l’obbiettivo dell’architettura. È solamente un risultato, infatti l’architettura non può calcolare la nostra reazione emotiva.

Dividiamo le opere di Tadao Ando in tre categorie, opere: monistiche, dualistiche e pluralistiche. Ogni fase della produzione di Tadao Ando è collegata alla precedente e a quella dopo, l’una gradualmente si evolve nella fase successiva.

Le opere monistiche

Definiamo i lavori di architettura monistica di Tadao Ando come spazio puro racchiuso in volumi parallelepipedi, puro spazio e forma semplice. Le sue opere hanno suscitato una piacevole sorpresa nel contesto urbano giapponese. Ando ha manifestato una volontà architettonica forte, ha cercato di creare un’architettura di opposizione, contro quello strumento di mercato e della convenienza che era diventata l’architettura moderna. Questa sua architettura nasce da un forse spirito critico nei confronti della società e dalla passione personale.

Lo spazio delle architetture monistiche è uno spazio primitivo e puro nel quale riecheggia ordine intellettuale e sentimento poetico. Uno spazio che ricorda le case giapponesi e le case da thè.

Esempi sono la chiesa della luce, la casa da thè per Soseikan.

La misura nell’uso dei materiali e l’estrema semplicità e permeano lo spazio di tranquilla tensione. Poi, improvvisamente, esplode la luce. Luce simbolica, luce incarnata. Luce che trasforma lo spazio puro in spazio drammatico. Luce ed ombra danno movimento allo spazio. Vi è un conflitto fra spazio e forma, quasi come una forma di dualismo.

Lo spazio è collegato non solo alla vista, all’udito e agli altri sensi, ma anche a sensazioni impercepibili, come equilibrio e gravità.

Le opere dualistiche

La sua opera può sembrare architettura di serena armonia basata sull’ordine intellettuale. Invece, proprio qui si cela il sogno di voler distruggere quell’ordine. Nelle sue opere si cela un conflitto dualistico, fra vecchio e nuovo, un contrasto fra forma squadrata e superfice curva, linea retta e linea curva, mattone o guscio, involucro esterno e involucro interno. Ando esprime la sua arch dualistica con la metafora dell’ellisse, il quale presenta due fuochi, due centri. (le opere monistiche si basano sulla figura del cerchio, che simboleggia la semplicità della forma verso un punto centrale)

Nelle opere dualistiche vagabondando qua e là per l’edificio si entra in un vero e proprio labirinto, vi è un intreccio di interno ed esterno. Il nostro sguardo non riesce a mettere e fuoco un centro vero e proprio.

Nello spazio monistico la nostra percezione è ricondotta a un’asse che mira verso un punto centrale, lo spazio dualistico invece divide questo punto centrale in due poli creando uno spazio mutevole e fluido. Essendoci due poli la traiettoria del percorso si traduce in movimento perpetuo intorno all’ellisse.

Per stabilizzare la precaria condizione dello spazio dualistico, lo spazio-triade introduce un terzo elemento. Nel pensiero orientale la triade è ten-chi-hito (cielo-terra-uomo). Nella sua architettura Ando nega l’introduzione del terzo elemento che potrebbe essere rappresentato dall’uomo; ciò significa che oltre lo spazio e la forma Ando non utilizza nessun terzo elemento nella sua architettura. Infatti con l’aggiunta del terzo elemento si annullerebbe il conflitto dualistico che Ando crea nelle sue opere, negando così il dinamismo spaziale. La sua è sempre stata la posizione di chi parte dal dualismo e ne riconosce i conflitto senza ricercare una soluzione semplice.

Opere pluralistiche

Tema del pluralismo è fuggire dal dualismo, liberando l’architettura dalla tirannia di quel movimento perpetuo creato illusoriamente dall’ellissi e dalle forze di attrazione dei due poli.

L’ architettura pluralista è luminosa, leggera e veloce. Si distingue per l’uso frequente di curve e per la sua varietà di angoli di intersezione. È allegra e ottimista, questa architettura mostra come le qualità tristi e tragiche dell’architettura del monismo siamo state eliminate per lasciare posto ad una nuova gioia nella liberazione di sé.

In breve: nell’ architettura monistica lo spazio ha il ruolo principale mentre la forma è un elemento funzionale. Nell’architettura dualistica la somma di forma e spazio è una costante; l’architettura pluralistica si distingue invece per eccesso di forma: la forma ottiene la sua libertà dalla funzione e dallo spazio. L’architettura pluralistica impiega il carattere non-ortogonale per esprimere velocità.

La S-valutazione del proprio essere

La filosofia non mi ha mai appassionata, tutti quei pensieri che ho studiato negli anni di liceo sono qui dentro i cassetti del mio cervello che ogni tanto escono per poi ritornare nella triste monotonia, perchè mai penso ne farò uso. Mai penso uscirò ogni singolo per pensiero per farne tesoro, ma ho raccolto un unico pensiero dell’essere che confuso si accinge a formarsi dentro di me.

Ogni tanto penso che la mia anima sia lacerata in due, forse l’ho è anche ora, fra due stati dell’essere contrari fra loro, la razionalità e l’emotività. In conflitto dentro di me, mi distruggono.

Penso che la razionalità sia fondamentale nella sopravvivenza quotidiana. In un mondo sempre più triste e avido, ma dove finiremo se anche l’ultimo etto di emotività, di sensibilità verrà spazzato via?

In questi momenti desidererei tanto essere considerata un’artista, quando le due parti del cervello entrano in simbiosi e pura armonia, per creare ciò che barbaramente chiamiamo perfezione.

Quando e come questa armonia si crea non lo so, anche se quasi ogni giorno downloadmi trovo a schierarmi per una delle due, sperando che nessuno vinca.

 

Harry potter e la maledizione dell’erede? Un ripassone prima dell’esame

Hello everybody! today we talk about …. BOOKs!

Amo leggere, ed amo scrivere! per questo ho aperto un blog e cerco di curarlo quando ne ho tempo.
Oggi voglio parlarvi del libro che ha come protagonista l’amatissimo Harry Potter e tutta la compagnia della saga!

Il libro non è scritto con lo stesso stile dei 7 libri precedenti, ma presenta la forma teatrale per come è stato concepito, come opera teatrale.

Harry Potter e la maledizione dell’erede è un’opera teatrale scritta da Jack Thorne divisa in due parti. Il dramma è ambientato venti anni dopo la scomparsa di Colui-che-non-deve-essere-nominato (Lord Voldemort) e vede come protagonista Albus Severus Potter, il secondogenito di Harry Potter e Ginny Weasley, e tutte le sue disavventure ad Hogwarts.
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Il libro, essendo scritto sotto forma di copione teatrale, presenta solo dialoghi e per questo è molto scorrevole nella lettura e non stanca. Infatti ho impiegato circa 10 ore per finirlo tutto. Diciamo che si mangia tutto d’un fiato.

 

Ho letto sia molte critiche sia molti pareri positivi, con alcuni sono d’accordo con altri nvece no.

A mio parere il libro è un fantastico modo per riscoprire ( o scoprire per al prima volta ) tutto ciò che riguarda il mondo magico di Harry Potter. Ovviamente consiglio di non leggere solo questo libro senza prima aver mai letto tutta la saga. Non ci capireste niente e vi rovinereste tutta la saga e il finale.

Non leggevo da un pò i libri di Harry Potter, perchè diciamocelo chi ama Harry Potter non può aver letto solo una volta i libri, ma più volte e più volte ogni singolo libro. ( diciamo circa 4 volte a libro dai ahahah )

Posso definire questo libro come, uno schema ed un approfondimento che ognuno può leggere prima di un esame importante, infatti al suo interno ci sono tutte le parole chiave e tutti i punti fondamentali della storia di Harry Potter e molti particolari in più, che durante lo” studio precedentemente” non avevamo compreso.
Possiamo dire che non può neanche mancare dalla vostra libreria a completare la saga di Harry Potter che sicuramente avevate già acquistato negli anni.

E voi l’avete già letto? Cosa ne pensate? fatemelo sapere con un commento o con un’email 😀

P.S. vi piacciono questi tipi di articoli? recensioni libri? Ho voluto iniziare con questo perchè è un libro che ho letto recentemente e che è molto famoso, ma potrei recensire anche tutti i libri che leggo per farveli conoscere e per consigliarveli. 😉 

 

Baci e al prossimo post

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La neve! 

Hello everybody!

Oggi ci siamo svegliati sommersi dalla neve e uscendo il naso fuori dalla porta ci si ritrova accarezzati da fiocchi di neve di varie misure. In pochissimo si ritorna bambini e si inizia a giocare con la neve. Dovunque poggiate gli occhi vedrete gente di ogni età immergere le proprie mani e il proprio naso nella neve fresca e solo sorridere si può a tal spettacolo.

Non mancano certo i disagi per chi non può mettere piede fuori, forse troppo inaspettata a 550 m s.l.m., ai piedi dell’Etna! 😂

Ebbene si, anche se ai piedi dell’Etna una nevicata così non la faceva da tempo, ecco forse perchè tutti siamo ritornati bambini.

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spero anche da voi ci sia stata un pò di neve😉

altrimenti siate felici ammirando i miei scatti della giornata! 😄👍

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vi invito ovviamente a iscrivervi al blog ed a seguirmi suigli altri miei social

 

 

Benvenuti! – buoni propositi per il 2017

Salve a tutti! Mi chiamo Nancy ed ho deciso di aprire questo blog per condividere con voi le mie passioni, esperienze e per portare un pò di amore e positività.. per le informazioni vi rimando all’apposito post —-> clicca quiPlaceholder Image

Oggi è 6 gennaio 2017, e ci stiamo preparando per ritornare a scuola/università/lavoro.. Volevo condividere con voi 10 buoni propositi per questo nuovo anno, che vorrei portare a segno, anche grazie al vostro aiuto e supporto, per crescere insieme e in meglio. 

Iniziamo con il primo!!!

 1) Essere costante nella pagina e nel blog

Ebbene si , questo è uno dei miei propositi per l’anno nuovo, in questi anni non sono stata per niente costante nella pagina/blo
g e certe volte sparivo proprio. Da quest’anno però vorrei essere più costante e pubblicare fino a 3 post a settimana, sceglieremo più avanti che giorni far uscire i post, e chi lo sa anche video sul canale youtube 😉

2) Essere meno buona con le persone che non se lo meritano!!! 

Ebbene si , non mi giudicate male, ma fin ora sono sempre stata diciamo ferita da questo mio difetto, si lo chiamo difetto, perché sono sempre stata disponibile con tutti e molte persone se ne sono sempre approfittate di questa mia generosità. Da quest’anno voglio essere buona, gentile e disponibile solo con le persone che se lo meritano, e ricambiano il mio affetto e che non se ne approfittano della mia generosità.

3) Fare un viaggio con mia madre! 

Diciamo che la situazione economica della mia famiglia non è una delle migliori, ma ce la caviamo! con sacrifici e impegni! Vorrei tanto fare una regalo alla mia mamma ed andare a Milano, per andare a trovare sua sorella (mia zia). Lei non ha mai viaggiato e diciamo che andando a Milano per noi questo è un bellissimo viaggio. Grazie anche alla facoltà che frequento, potrei girare un pò di posti e vedere tutto da un altra prospettiva che non è quella da semplice turista. ( e già che ci siamo girare un pò di negozietti di beauty e makeup 😉 )

4) Mangiare più salutare e perdere un pò di chiletti!

ahi ahi ahi, ebbene si, anch’io devo perdere un pò di chiletti. Non che siamo tanti o che voglia lamentarmi, ma dovrei mettermi un pò in forma. Infatti a causa dell’università, della vita molto sedentaria che faccio e del cibo scadente che mangio in giro (visto che vivo a Catania, sono una fuori sede e non cucino mai) ho messo su un paio di chiletti che devo togliere. E non parliamo delle feste che mi hanno distrutto! ahahahah

5) Migliorare il mio inglese!

Non sono una cima ma me la cavo! ho sempre detto questo a chi mi chiedeva se sapessi parlare l’inglese. Sebbene sia vero, questo non basta per dire di saper parlare l’inglese e non basta per poter andare fuori per lavoro/free time.
Quindi, il mio buon proposito per quest’anno è quello di migliorare nella lingua inglese, specialmente nel dialogo, in modo autonomo!

Anzi, avete qualche consiglio da darmi? se si  contattatemi! —–> clicca qui

6) Ritagliare un pò di tempo durante la giornata per poter chiamare mia madre e tutta la famiglia!

Non che io e mia madre non ci sentiamo durante la giornata, anzi ci sentiamo quasi 5/6 volte al giorno. Ma si lamenta sempre che è lei a chiamare e che io non la chiamo mai e che quasi quasi mi dimentico di lei. Invece io ho troppe cose da fare e veramente certe volte mi fermo e penso, ma con mia madre mi sono sentita? l’ho chiamata? e già tipo siamo arrivati all’ora di pranzo!
Quindi devo cercare di essere più produttiva e trovare del tempo per  chiamare tutti, ma proprio tutti!!! 😀

7) Comprare un’agenda e riempirla con tutti i miei impegni, cose da fare e goals per l’anno. 

Non che io non abbia mai avuto un’agenda, ma mi dimentico di scriversi sopra e poi dimentico anche i miei appuntamenti! Ho una memoria così corta che ho per forza bisogno di qualcosa dove appuntare tutto, ma proprio tutto!

8) Essere meno stressante con gli altri e con me!

Sono un tipo molto preciso e che si deve organizzare prima di fare una cosa, mooolto prima, non si era capito?
Da oggi devo essere meno stressante con gli altri, e in primis con me stessa perché se no l’ansia finirà per uccidermi!

9) Godermi di più la vita!

Forse non lo faccio abbastanza? o forse lo faccio troppo? fatto sta che mi preoccupo 24 h su 24 di tutto, di tutti e per tutti! Da oggi dico basta, devo godermi la vita e prenderla per come viene! “be more free girl, frees the mind from bad thoughts”

10) Vedere il bello in ogni cosa! è troppo breve la vita per poter essersi arrabbiare o essere tristi!

Forse un pò contraddittoria lo sono, o forse no, ma ditemi se ho torto? la vita non è troppo breve? allora perchè arrabbiarsi col mondo e con tutti? cerchiamo il meglio in ogni giornata, anche quando di buono non vediamo proprio niente, arriverà il momento in cui poi ci saranno solo cose belle!

Questo non vuol dire però che dobbiamo essere buoni con tutti! 😉

 

Questi sono i miei 10 buoni propositi per l’anno nuovo, e voi ne avete??? fatemelo sapere con un commento, o con un email se  volete condividerli solo con me.

Baci e al prossimo post!