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Lo scudo di Talos .. fra il mito e la storia

Hello everybody!
oggi un altro … Talk about .. books! 20916042_2003057143045140_1751799369_n.jpg

Oggi parliamo di un libro scritto da Valerio Massimo Manfredi, uno dei miei autori preferiti. il primo libro che lessi di Manfredi fu le “Idi di Marzo” e me ne innamorai follemente. Non amavo il genere, ma il modo di scrivere dell’autore fa innamorare chiunque ve lo assicuro. I suoi libri si iniziano a leggere e si finiscono tutti d’un fiato.

Dopo vari libri letti dell’autore in libreria mi sono imbattuta in questo e non c’ho pensato due volte l’ho acquistato.

L’ho finito in meno di due settimana e oggi ve ne voglio parlare, non vi svelerò niente tranquilli 😉

La vicenda si svolte durante l’invasione dei Persiani in Grecia e vede come protagonista il giovane Talos, chiamato così da un pastore Ilota, abbandonato secondo la legge dal padre spartano perchè zoppo. Viene trovato da un pastore Ilota che lo cresce come se fosse suo figlio. Talos in realtà discende da una nobile famiglia di guerrieri spartana e in destino vuole che si incontri con il fratello e combatta al suo fianco.

La personalità di Talos e la propria vita sono ingarbugliate e rendono il personaggio complicato e intrigante. Il non saper scegliere a chi appartenere o con chi schierarsi, una lotta infinita che non vuole cessare. Questo dualismo rende la vicenda unica e fa si che chi legge vada sempre avanti per cercare di scoprire la verità e le scelte che farà il protagonista.

Un libro che lascia con il fiato sospeso fino alla fine e che vale la pena d’acquistare anche per poter arricchire la propria libreria di un capolavoro del XXI secolo.

 

Voi lavete mai letto ? conoscevate già questo libro e l’autore? Avete letto altri libri di Valerio M. Manfredi? fatemelo sapere con un commento! e contattatemi qui

Baci e al prossimo Talk about .. books!

Avere una stella … Etoilez-moi realizza questo sogno!

Hello Everybody! oggi sul blog vi parlo di una collaborazione speciale che ho intrapreso prima di agosto.. Quella di poter battezzare una stella!
Tutto ciò è stato reso possibile grazie al sito http://etoilez-moi.com/it/ .

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Quante volte abbiamo desiderato, alzando gli occhi al cielo poter toccare una stella? Poterla afferrare ed essere abbagliati da essa? Ancora non è possibile toccarle e farle scendere giù sulla terra ma possiamo renderle speciali legandole a noi.. come? Dandole un nome ..  Così ogni volta che guardiamo il cielo possiamo ammirare la stella che porta un nome speciale.
Tutto il materiale che certifica il battesimo della stella arriva in pochissimi giorni, basta scegliere il nome della stella, la costellazione, il giorno del battesimo ed il gioco è fatto.
Scopriamo meglio però come funziona il tutto..

 

 

 

 

Chi è che gestisce il sito e i battesimi delle stelle? 

International Celestial Repertory, un’agenzia che offre il battesimo della  stella, bisogna però stare attenti perchè ciò non significa che siamo i possessori della stella ma solo che le abbiamo attribuito un nome.
Da oltre 30 anni infatti International Celestial Reportory permette che le stelle ricevano il nome di una persona specifica.

Cosa arriva nel pacchetto che si acquista?  20170816_183621.jpg

  • il certificato di battesimo della stella registrato all’ICR
  • mappa del cielo per poter individuare la stella
  • brochure esplicativa che descrive il battesimo della stella, come trovare la stella e che cos’è una costellazione.
  • informazioni sulla costellazione che avete scelto

Cos’è ICR?

Il registro internazionale dei battesimi delle stelle, nel quale è indicato anche il nome della stelle che andiamo a battezzare noi.

Dove posso acquistare il battesimo della stella?

Sul sito etoilez-moi , si possono scegliere tanti pacchetti diversi per ogni occasione ed esigenza.

Ora Parliamo un pò della mia stella …     

La stella che ho voluto battezzare io appartiene alla costellazione dell’Acquario e le ho dato il nome di  Venus Nala.20170816_183701
Perché ho scelto questa costellazione? perché questo nome?
Ho scelto l’Acquario perchè è il mio segno zodiacale, per il nome ho lavorato un pò di più, esso è il risultato della combinazione di ben 4 nomi, uno dei quali è il mio. Gli altri 3 nomi appartengono alle 3 donne più importanti della mia vita.

Ecco i link utili di oggi!

pagina facebook di etoilez-moi : https://www.facebook.com/etoilezmoibaptemedetoile
sito di etoilez-moi : http://etoilez-moi.com/it
Se vuoi contattarmi premi qui

Vi invito a seguirmi invece sui miei social come facebook e instagram!

Tadao Ando – Museo del legno Mikata-gun Giappone

pianta piano secondo museo del legno
pianta secondo piano

 

piano 1 museo del legno
pianta primo piano

Progetto: Museo del legno
Località:
 Foresta di Mikata-gun, Prefettura di Hyogo, Giappone
Progettista: Tadao Ando Architect and Associates
Datazione di progetto: 1991-93.
Datazione di realizzazione: 1993-94
Superficie del sito: 168.310 mq.
Superficie occupata dall’edificio: 1950 mq.
Superficie costruita totale: 2700 mq.
Spazi espositivi: 1200 mq.
Materiali di costruzione: cemento armato, legno di cedro Hyogo

 

Il museo preso in analisi è il Museum of Wood by Tadao Ando, progettato nel 1993 dall’architetto giapponese Tadao Ando dopo che la prefettura di Hyogo aveva commissionato il medesimo per celebrare la festa nazionale dell’albero. Il museo quindi è un esplicito omaggio all’opera di ricostruzione delle risorse arboree di cui il Giappone va orgoglioso.  Essendo commissionato per onorare il legno, l’edificio viene costruito interadial14_work1_1_popupmente in legno eccetto una passerella, in cemento, che collega la struttura principale ad un piccolo padiglione cubico e ad una piattaforma di osservazione.

Il museo di trova al centro della foresta del Mikata-gun, isolato a tre ora di macchina da Osaka.

Tadao Ando si ispira ad una sua opera precedente, il padiglione di Siviglia, utilizza infatti gli stessi materiali e gli stessi sistemi costruttivi. L’edificio ha la forma di tronco di cono di 46 m di diametro contenente al centro uno spazio cavo di 22 metri di diametro. Infondo a questo spazio cavo si trova una vasca d’acqua sopra la quale vi è la passerella. Attraverso questo piccolo laghetto simbolicamente il cielo e l’acqua s’incontrano. Infatti attraversando la passerella per raggiungere le altre zone del museo, volgendo lo sguardo verso l’alto si vede il tronco di cono che dà spazio al cielo e volgendo lo sguardo verso il basso di vedono i giochi d’acqua delle fontane.

Il padiglione ligneo è rivestito con travi e tavole realizzate in legno di cedro locale. Collocata fra la parete più esterna e quella più interna una rampa a spirale percorre un’impressionante spazio espositivo ad anello dominato da imponenti colonne (pilastri) lamellari alte 16 m, che ricordano i tronchi di una foresta di conifere. La copertura ospita una serie di lucernari radiali attraverso i quali lo spazio sottostante viene illuminato da una luce calda e soffusa.

Collocata all’interno del padiglione circolare, la mostra permanente del museo, che si potrebbe considerare concettualmente un’estensione del paesaggio che la circonda, è composta da due sezioni.

Una sezione, intitolata Vita degli alberi e delle foreste, presenta quattro tipologie di foresta (foresta temperata di conifere, foresta temperata di latifoglie, foresta nebulosa, foresta pluviale tropicale) e modelli di architetture lignee tipiche di questi ambienti.

La seconda sezione, La Cultura è nata dall’albero e dalla foresta, è dedicata ad utensili ed oggetti realizzati in legno e comprende attrezzi per la tessitura, strumenti musicali, ornamenti e contenitori provenienti dai quattro ambienti già citati in precedenza e da diversi paesi: Russia, Finlandia, Svizzera, Germania, Repubblica Ceca, Birmania, Thailandia ed Indonesia.

Il complesso ospita un piccolo spazio espositivo temporaneo (nel padiglione in cls), sale didattiche e laboratori dedicati ad alberi, boschi e all’ arte della falegnameria nella struttura principale.

 L’esperienza e le sensazioni che emana il museo del legno

Lungo un percorso che si snoda, nel museo, tra esposizioni dedicate alla cultura del legno e della foresta e, all’esterno, tra gli elementi naturali del luogo e nella visione del paesaggio circostante, il visitatore vive un’esperienza profonda, altamente didattica ma anche emotivamente partecipata perché si svolge non fuori ma dentro la realtà dei temi trattati.

In questo senso l’impressione che dà l’edificio è forse più quella di un tempio, di un luogo di meditazione e di contemplazione, dove la costruzione “poetica” di spazi e relazioni fra edifici e paesaggio, tra artificio e natura, secondo un tipico congegno compositivo dei progetti di Ando, acquisisce quel valore senza tempo che è proprio dei luoghi sacrali o delle “rovine” poste in paesaggi naturali.

Sebbene non faccia specifico riferimento a nessun tempio in particolare, questa struttura dà a dir poco l’impressione di essere in comunione con la natura; spiritualità che Ando vede principalmente non nello storicismo superficiale dell’architettura postmoderna, ma guardando le strutture di Louis Kahn, costruite su schemi geometrici rigidi, edificate con materiali locali e studiate minuziosamente nella questione di chiaroscuri e nei passaggi di luce e ombra che si rapportano e rispettano le condizioni del luogo.

 

ANALIZZIAMO ORA IN SINTESI L’ARCHITETTURA DI TADAO ANDO E LA SUA EVOLUZIONE

Tadao Ando ha creato negli ultimi 20 anni circa 150 opere di architettura, queste opere sono classificabili in tre categorie.

La sua architettura si colloca in un ambito in cui la creazione ha due obbiettivi: l’ideale e l’ambizione. L’ideale dell’architettura è dare forma al mondo e l’ambizione è risvegliare la sensibilità dell’uomo.

Obiettivo primario: l’architettura deve ordinare il puro spazio, ciò significare utilizzare forme semplici che sappiano trarre dallo spazio stesso le relazioni invisibili che andranno a formare un ordine chiaro. Per fare ciò l’architettura ha bisogno della geometria. (la quale è considerata la scienza che produce ordine intellettuale, ma allo stesso tempo esprime con rigidità la forma ideale). Avvalersi solo della geometria non è possibile, infatti la geometria si basa esclusivamente sulla logica rifiutando il sentimento. Diversamente dalla geometria l’architettura non può nascere nello spazio astratto, ma deve tener conto della forza di gravità e di altri fattori. Oltretutto l’architettura è per definizione un modello in movimento. Ovviamente un edificio non si muove; la sua figura risulta in movimento quando la gente si sposta al suo interno. Mentre l’uomo percorre l’architettura cambia il suo punto di vista, così si forma nella sua mente l’immagine completa di quella architettura.

L’architettura è la geometria messa in movimento dalla gente, è un modello dinamico del mondo.

Il secondo obiettivo è risvegliare la sensibilità dell’uomo. Infatti se la geometria crea una coerenza logica, come può quest’ultima condurci verso il sentimento? Quando la coerenza logica regola la forma ed estende questa regola allo spazio, lo spazio verrà soffocato sotto la tirannia della razionalità. In parole povere l’architettura non può suscitare niente in noi se è composta sola da razionalità.

Perché la geometria risvegli le nostre emozioni, necessita di quel tipo di dinamismo che può distruggere la coerenza logica. Per coinvolgere la nostra sensibilità, razionalità o ordine geometrico devono subire le lacerazioni della diversità o del conflitto.  In architettura il dramma nasce con il conflitto tra forme, o tra forma e spazio, perchè solo la comparsa del conflitto può scatenare la nostra emotività. È precisamente il disaccordo tra spazio geometrico e spazio da noi concepito che può essere fonte di potere emozionale. La spinta verso l’emotività non è l’obbiettivo dell’architettura. È solamente un risultato, infatti l’architettura non può calcolare la nostra reazione emotiva.

Dividiamo le opere di Tadao Ando in tre categorie, opere: monistiche, dualistiche e pluralistiche. Ogni fase della produzione di Tadao Ando è collegata alla precedente e a quella dopo, l’una gradualmente si evolve nella fase successiva.

Le opere monistiche

Definiamo i lavori di architettura monistica di Tadao Ando come spazio puro racchiuso in volumi parallelepipedi, puro spazio e forma semplice. Le sue opere hanno suscitato una piacevole sorpresa nel contesto urbano giapponese. Ando ha manifestato una volontà architettonica forte, ha cercato di creare un’architettura di opposizione, contro quello strumento di mercato e della convenienza che era diventata l’architettura moderna. Questa sua architettura nasce da un forse spirito critico nei confronti della società e dalla passione personale.

Lo spazio delle architetture monistiche è uno spazio primitivo e puro nel quale riecheggia ordine intellettuale e sentimento poetico. Uno spazio che ricorda le case giapponesi e le case da thè.

Esempi sono la chiesa della luce, la casa da thè per Soseikan.

La misura nell’uso dei materiali e l’estrema semplicità e permeano lo spazio di tranquilla tensione. Poi, improvvisamente, esplode la luce. Luce simbolica, luce incarnata. Luce che trasforma lo spazio puro in spazio drammatico. Luce ed ombra danno movimento allo spazio. Vi è un conflitto fra spazio e forma, quasi come una forma di dualismo.

Lo spazio è collegato non solo alla vista, all’udito e agli altri sensi, ma anche a sensazioni impercepibili, come equilibrio e gravità.

Le opere dualistiche

La sua opera può sembrare architettura di serena armonia basata sull’ordine intellettuale. Invece, proprio qui si cela il sogno di voler distruggere quell’ordine. Nelle sue opere si cela un conflitto dualistico, fra vecchio e nuovo, un contrasto fra forma squadrata e superfice curva, linea retta e linea curva, mattone o guscio, involucro esterno e involucro interno. Ando esprime la sua arch dualistica con la metafora dell’ellisse, il quale presenta due fuochi, due centri. (le opere monistiche si basano sulla figura del cerchio, che simboleggia la semplicità della forma verso un punto centrale)

Nelle opere dualistiche vagabondando qua e là per l’edificio si entra in un vero e proprio labirinto, vi è un intreccio di interno ed esterno. Il nostro sguardo non riesce a mettere e fuoco un centro vero e proprio.

Nello spazio monistico la nostra percezione è ricondotta a un’asse che mira verso un punto centrale, lo spazio dualistico invece divide questo punto centrale in due poli creando uno spazio mutevole e fluido. Essendoci due poli la traiettoria del percorso si traduce in movimento perpetuo intorno all’ellisse.

Per stabilizzare la precaria condizione dello spazio dualistico, lo spazio-triade introduce un terzo elemento. Nel pensiero orientale la triade è ten-chi-hito (cielo-terra-uomo). Nella sua architettura Ando nega l’introduzione del terzo elemento che potrebbe essere rappresentato dall’uomo; ciò significa che oltre lo spazio e la forma Ando non utilizza nessun terzo elemento nella sua architettura. Infatti con l’aggiunta del terzo elemento si annullerebbe il conflitto dualistico che Ando crea nelle sue opere, negando così il dinamismo spaziale. La sua è sempre stata la posizione di chi parte dal dualismo e ne riconosce i conflitto senza ricercare una soluzione semplice.

Opere pluralistiche

Tema del pluralismo è fuggire dal dualismo, liberando l’architettura dalla tirannia di quel movimento perpetuo creato illusoriamente dall’ellissi e dalle forze di attrazione dei due poli.

L’ architettura pluralista è luminosa, leggera e veloce. Si distingue per l’uso frequente di curve e per la sua varietà di angoli di intersezione. È allegra e ottimista, questa architettura mostra come le qualità tristi e tragiche dell’architettura del monismo siamo state eliminate per lasciare posto ad una nuova gioia nella liberazione di sé.

In breve: nell’ architettura monistica lo spazio ha il ruolo principale mentre la forma è un elemento funzionale. Nell’architettura dualistica la somma di forma e spazio è una costante; l’architettura pluralistica si distingue invece per eccesso di forma: la forma ottiene la sua libertà dalla funzione e dallo spazio. L’architettura pluralistica impiega il carattere non-ortogonale per esprimere velocità.

S.O.S. summer … 

Hello Everybody! È già arrivato giugno e non ve ne siete accorti? bene! è arrivato il momento di andare in spiaggia ed indossare gli shorts .. ma non siete pronte? Iniziamo con un trucchetto #homemade per preparci per l’estate .. uno scrub gambe #onlynatural da poter fare in pochi passaggi e con soli 2 o 3 ingredienti. 

Ecco a voi la ricetta dello scrub gambe/corpo al caffè:

– fondo di caffè 

– olio di cocco, 3 chiucchiaini

– olio d’argan, 4 cucchiaini 

in alternativa potete usare uno solo dei due .. o se avete altri olii da poter abbinare fate pure..e fatemi sapere con un commento 😉 

Fatemi sapere che ne pensate e se mai avete provato questa ricetta 😉

La S-valutazione del proprio essere

La filosofia non mi ha mai appassionata, tutti quei pensieri che ho studiato negli anni di liceo sono qui dentro i cassetti del mio cervello che ogni tanto escono per poi ritornare nella triste monotonia, perchè mai penso ne farò uso. Mai penso uscirò ogni singolo per pensiero per farne tesoro, ma ho raccolto un unico pensiero dell’essere che confuso si accinge a formarsi dentro di me.

Ogni tanto penso che la mia anima sia lacerata in due, forse l’ho è anche ora, fra due stati dell’essere contrari fra loro, la razionalità e l’emotività. In conflitto dentro di me, mi distruggono.

Penso che la razionalità sia fondamentale nella sopravvivenza quotidiana. In un mondo sempre più triste e avido, ma dove finiremo se anche l’ultimo etto di emotività, di sensibilità verrà spazzato via?

In questi momenti desidererei tanto essere considerata un’artista, quando le due parti del cervello entrano in simbiosi e pura armonia, per creare ciò che barbaramente chiamiamo perfezione.

Quando e come questa armonia si crea non lo so, anche se quasi ogni giorno downloadmi trovo a schierarmi per una delle due, sperando che nessuno vinca.

 

Prudenza, quanta dose ne abbiamo a disposizione?

Risultati immagini per rappresentazione della prudenza
simbolo della prudenza, una donna con uno specchio e un serpente

Quante volte ci siamo sentiti dire che bisogna essere prudenti prima di prendere delle scelte? E che quando si è fuori, in macchina, quando si fa un viaggio bisogna essere prudenti? Bisogna sempre avere una dose di prudenza nel proprio bagaglio. Ma che cos’è la prudenza? Quella parola che ogni volta che qualcuno la pronuncia e ce ne fa dono ci ritroviamo a trasportare con noi un peso enorme. Ci ritroviamo a portare con noi un peso più grande di tutte le  cose di cui ci facciamo sempre carico.

 

“Per i mali che ci vengono dal Cielo, il rimedio è la pazienza; per quelli che ci vengono dalla terra, è la prudenza.”

(Baltasar Gracián y Morales)

Quando per la prima volta mi sono imbattuta in questa frase non ne ho colto bene il senso, non ho dato molta importanza a queste parole che mi sembrarono subito vuote e senza senso. Dopo aver letto la frase per un paio di volte ho pian piano colto quel significato che ha iniziato a instaurarsi dentro di me, e tutt’ora ogni volta che mi trovo davanti a delle scelte o degli ostacoli ci ripenso, mi ripeto in testa questa frase e provo ad affrontare gli ostacoli che intralciano il mio percorso. La pazienza serve per superare i mali dal cielo, i quali non li possiamo rimandare in dietro e/o non possiamo infierire contro qualcuno. Alcuni provano ad infierire contro Dio diventando “blasfemi”, altri con le divinità più varie rivoltandosi contro la loro religione. Chi non crede in niente cosa potrà mai fare? Con chi deve avere pazienza?

Ma i mali che forse non sopportiamo di più, i quali ci pesano di più e abbiamo sempre con noi sono quelli che vengono dalla terra. Quelli ai quali non siamo e non saremo mai preparati.

Vi faccio un esempio, alla morte siamo “preparati”, lo metto fra virgolette perché mai lo vorremmo essere, ma sappiamo che esiste e che prima o poi con essa dobbiamo fare i conti. Ma ad un tradimento, (il quale è considerato un male terreno) non siamo preparati, non vorremmo mai che capitasse a noi, oppure pensiamo sempre che queste cose succedono sempre e solo agli altri.

Ecco perché per poter vivere e superare i “mali terreni” bisogna sempre avere prudenza per in nostro Baltasar Gracián y Morales. La prudenza quindi è il rimedio che bisogna avere sempre con se, è un antidoto infallibile. Bisogna avere prudenza nel dire, nel fare e nel volere. Nell’esprimere i propri desideri e sentimenti, non solo quelli amorosi, ma ogni tipo di sentimento, anche se si tratta di esprimere odio nei confronti di qualcuno. Nonostante io pensi che l’odio sia un sentimento da dover bandire, devo ammettere che è sempre presente fra i mali terreni e che sia uno dei più terribili. Forse in una scala gerarchica è quello che sovrasta tutti i mali.

 

Questa è la definizione di prudenza che si trova su internet:

“Atteggiamento contrassegnato da saggezza e previdenza, atto a fornire una garanzia contro l’eventualità di pericoli e di danni”

Quindi affinché si possa essere prudenti, bisogna essere saggi e bisogna essere previdenti, pensate che esistano persone così? Ogni tanto si può essere saggi e previdenti, ma nessuno lo sarà mai appieno o in ogni occasione. Nonostante ciò penso che contino più le volte in cui lo siamo, che no. Non bisogna mai abbattersi se per un attimo veniamo meno a questo compito, l’importante è che subito ne riprendiamo coscienza e ritorniamo ad essere saggi ed a saper distinguere fra ciò che è bene e ciò che è male.

Per la religione cristiana, infatti, la prudenza è una delle quattro virtù cardinali e consiste nella presa di coscienza e nella giusta distinzione fra ciò che è bene e ciò che è male.

Molte volte che mi sono ritrovata in situazioni non abituali e molte non ho fruttato la mia dose di prudenza, ma ho incontrato persone che non sapevano cosa fosse e molte penso ne incontrerò durante il mio percorso.

Questa consapevolezza però non mi farà ritornare indietro, o ripercorrere le mie scelte di seguire un cammino che mi porti a saper padroneggiare le dosi di prudenza, saggezza ed altro. Perché penso sia questa la giusta ricetta per poter amare e affrontare la vita. Saper trovare la ricetta giusta!

 

P.S. Che significato hanno lo specchio e il serpente?

Il serpente simboleggia la sapienza che opera contro le avversità. Il serpente rappresenta anche il tempo che scorre ciclicamente, per indicare il passato, il presente e il futuro. Lo specchio, nel quale si riflette l’immagine della donna, simboleggia la conoscenza di se stessi in quanto condizione fondamentale per la persecuzione e la realizzazione del bene.

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Eccoci alla fine del primo articolo della rubrica “Tutta questione di C.. Cranium, Cerebrum, Cor”. Spero sia stato di vostro gradimento, fatemelo sapere con un commento o contattandomi qui Contatti

Baci e alla prossima!

Memorie di Geisha : Alla scoperta di un mondo oscuro e proibito

Hello everybody!

Oggi un altro talk about … books!

Oggi voglio parlarvi di un libro che ho finito di leggere pochi istanti fa, che voi conoscerete sicuramente e forse l’avrete già letto.
Sto parlando del libro di Arthur Golden – Memorie di una Geisha

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“Il cuore muore di morte lenta. Perdendo ogni speranza come foglie. Finché un giorno non ce ne sono più. Nessuna speranza. Non rimane nulla. Se un albero non ha né foglie né rami, si può ancora chiamare albero?… Non è per una Geisha desiderare. Non è per una Geisha provare sentimenti. La Geisha è un’artista del mondo che fluttua.
Danza.
Canta.
Vi intrattiene.
Tutto quello che volete.
Il resto è ombra.
Il resto è segreto.”

(Tratto dal film “Memorie di una Geisha”)

 

 

“Memorie di una Geisha” parla della storia di un Geisha di Kyoto, che ormai dopo anni di sua permanenza nel quartiere Gion, che l’ha ospitata e cresciuta dopo che i suoi genitori l’hanno venduta ad un Okiya (chiamato Nitta) si trasferisce a New York, per passare il resto della sua vita lontano dal suo passato, il quale però non potrà mia essere dimenticato dalla nostra protagonista. Il libro quindi è un diario in cui Sayuri si racconta. Racconta la sua storia prima di conoscere il mondo delle Geishe, e si racconta dopo quando ormai “veneranda” d’età abbandona quel mondo che tanto l’ha fatta soffrire e che tanto ora le manca.images

Un libro molto avvincente che mi ha fatto tanto emozionare.
Leggendo queste pagine ho immaginato attimo dopo attimo la vita di questa bambina che subito ha dovuto abbandonare un mondo innocente e si è trasformata in donna, come un bruco si trasforma in farfalla. La sua trasformazione non è stata breve, anzi, è stata lunga e difficile. Durante il suo percorso in questo nuovo mondo ha dovuto affrontare molti pericoli e ardue prove che l’hanno portata infine ad essere una delle geishe più famose del mondo orientale negli anni della Grande guerra.01_13-memorie-di-una-geisha

Memorie di una Geisha, non solo vuole raccontare il mondo e la vita di Sayuri, ma vuole “denunciare” un mondo molto oscuro e proibito, che agli occhi di noi occidentali appare innocente e affascinante ma in realtà si celano dietro i favolosi e preziosi kimono di seta i segreti più oscuri.

Molti hanno un’idea sbagliata del significato del termine Geisha, e molti non ne comprendono il mistero e la bellezza. Con il tempo infatti il termine è stato affiancato a donne che di Geisha non avevano niente.

Grazie a questo libro ho conosciuto molti particolari che prima mi sfuggivano di un mondo che mi ha sempre affascinato, ed è un libro molto leggero che consiglio anche a chi non ha troppo tempo da dedicare alla lettura.

Ho sempre amato questo mondo, che ormai sta scomparendo, e spero un giorno di poter visitare questi luoghi descritti dall’autore.

Voi avete già letto questo libro? O un libro simile? Che ne pensate?

Baci e al prossimo post … 😉

Numero perfetto? esiste? coincidenza? – vi presento la nuova rubrica del blog

Hello everybody!
Oggi voglio presentarvi una nuova rubrica che ho inserito nel blog.

Tutta questione di C … Cranium, Cerebrum, Cor.

La lettera “C” accomuna queste tre parole che ho scelto e che penso siano importanti per ognuno di noi, il Cranio, il Cervello e il Cuore. Fanno parte del nostro io e della nostra esistenza, senza i quali non esisteremmo.
Il fatto che la lettera “C” sia la terza dell’alfabeto pensate sia una coincidenza? Il tre è il numero perfetto, le parole che ho scelto sono tre, e la parola che preferisco è formata da tre lettere dell’alfabeto, sto parlando di “COR”, cuore.

Ho scelto di aprire questa nuova sezione del blog perchè qui voglio comunicarvi, esprimere i miei pensieri riguardo dei temi un pò particolari che mi stanno a cuore, che scopriremo man mano nei post e con il tempo.

I primi temi che vorrei sviluppare in questa rubrica riguardano le quattro virtù cardinali:

  • Prudenza
  • Giustizia
  • Fortezza
  • Temperanza

Le quattro virtù cardinali sono chiamate anche le virtù umane principali, le quali costituiscono i pilastri di una vita dedicata al bene.

I messaggi che voglio infatti trasmettere attraverso questa serie di post, sono molteplici. Vorrei intanto essere in grado di intrattenervi con una piacevole lettura, che possa rilassarvi dopo una giornata faticosa e possa farvi riflettere su ciò che ogni giorno facciamo, sulle scelte che compiamo, a ciò che desideriamo, che conquistiamo, o a ciò che rinunciamo per il bene di qualcuno o per il nostro.

Non voglio essere certo una predicatrice o un buon samaritano, ognuno di noi fa errori e scelte sbagliate, anche io ne ho fatte e molte altre ne farò nel corso della mia vita, ma voglio solo farvi conoscere il mio punto di vista.

Ogni giorno stando a contatto con tante persone, di diverso pensiero, religione, cultura, mi capita di entrare a contatto con  realtà in contrasto fra loro e comportamenti che certe volte mi feriscono. Forse perchè troppo sensibile, forse perchè sono gesti svogliati e fatti senza pensarci oppure perchè la società in cui viviamo ci impone di vivere in un determinato modo, ci obbliga ad essere egoisti e menefreghisti con chi ci sta accanto, oppure perchè ormai non si pensa più agli altri ma solo a ciò che ci serve per poter vivere e poter essere migliori e “superiori”.

Voi che pensate? il mondo ci sta cambiando  o siamo noi che stiamo cambiando lui? Si può scegliere o è la società in cui viviamo che sceglie per noi?

Con queste domande vi lascio, baci e al prossimo post.

P.S. Fatemi sapere che pensate e se avete consigli per poter sviluppare questa rubrica, se volete trattare dei temi in particolare.
Se volete comunicarmi qualche vostro pensiero, se volete farmelo conoscere e/o se volete che sia inglobato in un post futuro mandatemi un’email, cliccando qui Contatti .

Fondotinta snow diva wjcon – che ne penso e come lo applico

Hello everybody! oggi vi parlo di un prodotto makeup al quale mi sono avvicinata solo negli ultimi anni, e cerco ogni tanto di starci lontano! ora vi spiego il perchè.

Ho solo 21 anni, certo non sono una ragazzina, ma neanche un’adulta. Diciamo che reputo la mia pelle ancora giovane e che non abbia bisogno di fondotinta per coprire imperfezioni o altro. L’uso che voglio che faccia il mio fondo è quello di uniformare il colore del mio incarnato e che lo renda omogeneo, non perchè io abbia macchie o discromie gravi sulla mia pelle, ma perchè tendo ad avere la pelle arrossata per il caldo o per la timidezza. Divento rossa per un nonnulla vah!
Sono una patita del #nudelook , quindi avere un cerone da bambola di porcellana in faccia non se ne parla proprio, infatti inizialmente usato la bbcream della ganier, ma vedevo che copriva troppo e che appesantiva troppo la mia pelle e non la faceva respirare e alla fine l’ho abban17092920_1764472300236960_254286076_odonata.

Tempo fa avevo provato invece il fondo della l’oreal “infallible fondotinta a lunga tenuta 24h ” il numero 200 e me n’ero innamorata perdutamente, ma anche questo copriva un sacco per i miei gusti e le mie esigenze qiundi lo usavo solo per le occasioni e raramente.

Questo Natale invece mi trovavo da wjcon, e sentendo qui su internet che i fondo della wjocn sono buoni e non fanno male alla pelle (io ho la pelle delicata e sensibile, quindi ho paura a provare prodotti nuovi) ho deciso di vedere i fondo che avevano in negozio e di  acquistarne uno che mi piacesse e che fosse ideale per me. Parlando con la commessa e chiedendo un fondo che fosse leggero e rendesse la pelle neverending-long-lasting-foundationeffetto nude, mi ha proposto il fondo snow diva della nuova collezione e mi ha fatto vedere la fluidità e lo swatch del fondo sul mio polso e mi ha consigliato (ed io subito dopo l’ho acquistato) il fondo numero 02 light beige.

Gli altri colori che erano disponibili (non so se lo sono ancora essendo collezione natalizia) sono:

  • 01 Fair;
  • 02 Light Beige;
  • 03 Sand;
  • 04 Nude;
  • 05 Natural;
  • 06 Warm Beige;
  • 07 Honey;
  • 08 Caramel.

Il fondotinta fluido Neverending Foundation si presenta nella sua descrizione come un fondo che “promette lunga tenuta e uniformità dell’incarnato per un risultato naturale e luminoso. La texture dalla coprenza media, non appesantisce il viso ma, dona un effetto seconda pelle fresco e professionale.”
Devo dire che la descrizione è perfetta, il fondo è naturale e fa respirare, illumina e dona alla pelle una bellezza tutta naturale. Non copre tantissime imperfezioni, ma rende uniforme l’incarnato e copre il minimo indispensabile. Quindi se volete un fondo super coprente e che vi renda la pelle di porcellana, questo non fa per voi.

Io il fondo lo applico con la spugnetta classica, ma vedo che ogni volta la maggior parte del prodotto viene assorbito dalla spugnetta e quello che riesco ad indossare è la metà o meno di quello che ho prelevato inizialmente. Ed io ne prelevo sempre poco, mai più  di una briciolina di pane che si da agli uccellini diciamo.
Ultimamente invece sto provando ad applicarlo direttamente con i polpastrelli, per dare un effetto meno nude e più coprente, ma dona alla pelle sempre leggerezza e freschezza. Nonostante il prodotto indossato è di più (rispetto all’applicazione con la spugnetta) e non viene sprecato man mano che si stende sulla pelle, il fondo crea sempre un effetto naturale e fresco.
Non ho mai provato ad indossarlo con il pennello e penso mai lo farò, anche perchè essendo un fondo molto fluido, penso si perda dentro il pennello e non ne venga indossato niente.
Il mio consiglio è di indossarlo con i polpastrelli con movimenti circolari e stando attente a distenderlo in modo uniforme e che non lasci striature sulla pelle, oppure se volete ancora di più un look nude e naturale  con la spugnetta classica o altri tipi di spugnette per il fondo.

Spero che questo post vi sia piaciuto e che vi sia stato utile, fatemi sapere se avete provato anche voi questo fondotinta, se ne avete sentito parlare e se siete d’accordo con me o no. Baci e alla prossima.

Harry potter e la maledizione dell’erede? Un ripassone prima dell’esame

Hello everybody! today we talk about …. BOOKs!

Amo leggere, ed amo scrivere! per questo ho aperto un blog e cerco di curarlo quando ne ho tempo.
Oggi voglio parlarvi del libro che ha come protagonista l’amatissimo Harry Potter e tutta la compagnia della saga!

Il libro non è scritto con lo stesso stile dei 7 libri precedenti, ma presenta la forma teatrale per come è stato concepito, come opera teatrale.

Harry Potter e la maledizione dell’erede è un’opera teatrale scritta da Jack Thorne divisa in due parti. Il dramma è ambientato venti anni dopo la scomparsa di Colui-che-non-deve-essere-nominato (Lord Voldemort) e vede come protagonista Albus Severus Potter, il secondogenito di Harry Potter e Ginny Weasley, e tutte le sue disavventure ad Hogwarts.
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Il libro, essendo scritto sotto forma di copione teatrale, presenta solo dialoghi e per questo è molto scorrevole nella lettura e non stanca. Infatti ho impiegato circa 10 ore per finirlo tutto. Diciamo che si mangia tutto d’un fiato.

 

Ho letto sia molte critiche sia molti pareri positivi, con alcuni sono d’accordo con altri nvece no.

A mio parere il libro è un fantastico modo per riscoprire ( o scoprire per al prima volta ) tutto ciò che riguarda il mondo magico di Harry Potter. Ovviamente consiglio di non leggere solo questo libro senza prima aver mai letto tutta la saga. Non ci capireste niente e vi rovinereste tutta la saga e il finale.

Non leggevo da un pò i libri di Harry Potter, perchè diciamocelo chi ama Harry Potter non può aver letto solo una volta i libri, ma più volte e più volte ogni singolo libro. ( diciamo circa 4 volte a libro dai ahahah )

Posso definire questo libro come, uno schema ed un approfondimento che ognuno può leggere prima di un esame importante, infatti al suo interno ci sono tutte le parole chiave e tutti i punti fondamentali della storia di Harry Potter e molti particolari in più, che durante lo” studio precedentemente” non avevamo compreso.
Possiamo dire che non può neanche mancare dalla vostra libreria a completare la saga di Harry Potter che sicuramente avevate già acquistato negli anni.

E voi l’avete già letto? Cosa ne pensate? fatemelo sapere con un commento o con un’email 😀

P.S. vi piacciono questi tipi di articoli? recensioni libri? Ho voluto iniziare con questo perchè è un libro che ho letto recentemente e che è molto famoso, ma potrei recensire anche tutti i libri che leggo per farveli conoscere e per consigliarveli. 😉 

 

Baci e al prossimo post

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